21.01.11

Lasciarsi …

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Lasciarsi andare e ritrovarsi a volte alla deriva di sè stessi. Potevo lasciarmi andare a un’euforia bizzarra ma ho optato per una meditata, passata in sordina dentro di mè.  Cos’è che batte in questo petto mi chiedo. Non è il mio cuore ma il tuo perchè lo sento e non ha più il rumore del mio. E’ passato troppo tempo per le emozioni, troppe cose sono capitate a questo corpo e ora è immateriale non son capace più di muovere passi.  Ho dissolto gli organi vitali e sono eterea non sento più la carne ma sento ancora l’odore della pelle che mi tocca lieve la guancia. Della tua pelle, sento l’impronta di una mano sulla mia spalla che sembra proprio la tua. Il giorno che ho pensato che la vita potesse cambiare stranamente lei ha iniziato a cambiare da sola prendendo una via piuttosto tortuosa, una via che io riesco a vedere solo ora.

19.01.11

Lasciarsi un giorno a Roma ….

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Non ho visto nessuno
andare incontro a un calcio in faccia
con la tua calma, indifferenza
sembra quasi che ti piaccia

camminare nella pioggia
ti fa sentire più importante
perché stare male è più nobile per te

… …

08.01.08

Avevo abdicato

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Avevo deciso di lasciare questo spazio creando un altro blog …. ma dopo averlo creato l’ho rimosso …. non ricordo più l’URL …. cavoliiiiii!!!

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15.06.07

filosofia del sè

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Che il lavoro sia solo un espediente per vivere? Che i viaggi, i treni le parole dette, le chiacchiere inutili e quelle a volte utili siano solo frutto di questo espediente? Che il lavoro sia una falsa costrizione per incontrarsi, conoscersi … avvicinarsi e a volte allontanarsi? In fondo cosa potrebbe simulare questo percorso se non qualcosa in cui sei obbligato a starci per tanto tempo. Oppure è una visione ottimistica del tempo impiegato qui? Non saprei, però sò quello che produce questa necessità unita all’obbligo di esserci per le otto ore significative della mia giornata. Produce strani rapporti in cui riconosco l’affetto, l’amicizia … a volte l’amore e le sensazioni anche meno piacevoli … odio costrizioni e manipolazioni. Ma comunque vada l’esercizio del sè ostenatato ed esercitato e perpetrato. A questo sapremmo rinunciare se non avessimo bisogno, restando uguali? A volte mi chiedo se sarei arrivata a questa personalità comunque e non sò rispondermi. Ma mi ritrovo tutto sommata contenta perchè se guardo indietro riesco ancora a ridere delle cose che sono capitate e mi ssembrano sempre più piccole e meno pesanti di quanto in realtà sono state. Filosofia ….

Ordunque

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Mi riapproprio del buonumore e scrivo. Stamattina ho riletto il mio blog, e scorso velocemente qualche anno della mia piccola vita da formica. Intanto mi sparo un pò di musica a volume alto mentre torturo questa tastiera e penso che siamo ad un altro giro di boa. E’ nuovamente giugno e nuovamente le cose per me iniziano a cambiare. Io però penso che sono acqua, scorro ma non cambio limpidezza, non mi intorbidisco per fortuna e per una strana e atavica forza di volontà. E stamattina guardo tutto con strani occhi, ho la sensazione di essere un mondo nel mondo che gira e che la mia velocità di rivoluzione è diversa. Mi assento un attimo e divento sentientale … non è il posto giusto, ma lo sono. Credo che quest’ufficio e questo posto in cui ho vissuto un anno mi hanno indotto a tante riflessioni. Sarò cambiata? Quando mi capita di parlare con persone che ho conosciuto in quest’anno penso di no, però ieri sera parlavo con un amico e pensavo che con i suoi occhi non mi rivedo più … e forse neanche lui mi vede più. Siamo diversi o siamo solo diversamente vissuti? Forse tutte le circostanze ci cambiano in qualcosa, forse però solo negli atteggiamenti, nel modo di interagire col mondo. Ma penso che l’interazione cambi in base a quanto mondo ti attraversa … ti passa addosso o dentro e a quante persone diverse da te conosci disapprovandole o prendendo qualcosa dal e del loro modo d’essere.
Però tirando due somme direi che và bene così.

04.06.07

correre e fermarsi

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Sono di qua dello schermo e lo fisso mentre penso e magari di là nella rete ci sono altri milioni di persone che inconscie mi guardano guardare pensieri che si dissolvono tra le fibre ottiche di questo groviglio di tecnologie che ci trasportano e ci avvicinano e allontanano. Ogni pausa tra un fracasso e l’altro della vita sembra un momento cruciale, vado avanti o sono ferma … mi muovo o sono sempre ferma? Mi fermo e mi sembra che tutti camminiate e corriate intorno, avanti … lontano. Tutto sembra una dimensione onirica e non capisco mai dove sono, se sto guardando io voi o voi me.

28.02.07

Ira

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dirottare la mia ira
poco repressa
poco nascosta dalle espressioni

dirottare sulla vita
ingiusta
incompleta
traditrice

destabilizzare le emozioni
distratte
superficiali

esigere di poter essere
stupidi
egoisti
egocentrici

distruggere l’aria
le essenze
i desideri
le mani
le menti

15.02.07

Come risolvere una questione … piovosa

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Alla mia destra tutta la vetrata del mio ufficio è rigata dalla pioggia. Quasi non si vede la collina del Vomero di fronte e i giardini di Capodimonte. E’ una classica giornata di pioggia invernale, un pò silenziosa che scorre lentamente tra le chiacchiere del’ufficio e i via vai al distributore di sogni … e di cibaglia. Ma come si risolve una giornata piovosa? Con la musica? E già proprio così con la musica e magari spagnola o brasiliana. E in quattro note c’è più colore tra le gocce di pioggia e il mio ufficio sembra di nuovo una stanzetta di amici chiacchierosi.

08.02.07

Little Italy

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L’Italia è in crisi, noi siamo in crisi, anche il mio gatto è in crisi. Non può più fare preferenza sulle crocchette. Siamo davvero un paese così povero da dover pagare tanto per colmare i buchi? Siamo come una famiglia
in cui c’è qualcuno sfuggito al controllo che compra nei negozi di lusso e tutti gli altri a lavorare per far quadreare questo bilancio? Ci sentiamo o no poveri? No, non credo che ci sentiamo poveri, ma lo siamo … stranamente lo siamo senza accorgercene. Ma un ventenne o un adolescente lo capisce in che posto è nato, perchè io lo capisco ora che ho superato i miei trent’anni e pensavo d’essere capace di tante imprese. Invece scopro che non è così l’Italia sembra essere, a dirla come una canzone, “tutto un equilibrio sopra la follia”.
Ma noi … siamo o non siamo folli?

07.02.07

Una buona abitudine

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Come fare zapping alla Tv … ma alla radio…mi piace!
Che la nostra vita sia come lo zapping? Qualche argomento interessante tra la confusione di due stazioni. Qualche trasmissione ricorrente che ascoltiamo ogni giorno e che trascuriamo solo in casi estremi? Faccio zapping anche nella mia vita? Decisamente sì. Ho qualche stazione come punto fermo perchè mi piace quello che sento…e ho qualche canzone spezzata qua e là e ogni tanto un pò di fruscio tra una cosa e l’altra … tanto per chirirsi le idee e puntare il mirino da qualche parte.

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